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Ecché divertimento!

Ecché divertimento!
di Gaetano Cappelli

Se qualche geniaccio non avesse tirato fuori il sacro computer, scrivere per me se sarebbe stato troppo complicato... non so se avrei continuato dopo il mio primo romanzo su macchina per scrivere, forbici e colla. Troppa fatica. Dico cancellature ribattiture varianti di varianti. Anche se la scrittura rimane questa specie di meditazione adesso la faccio su un comodo tappeto. Eppoi google.

Tra apocalittici e integrati

Tra apocalittici e integrati di Alberto Sebastiani

La leggenda vuole che Calvino usasse tanti tavoli quanti lavori stesse facendo. Ognuno con gli appunti, i testi, gli strumenti necessari a scrivere racconti, saggi, interventi a conferenze… Poi il computer ha offerto tanti tavoli in uno schermo, ma libri e quaderni appuntati non sono scomparsi. Continuano ad occupare i tavoli, anche se c’è chi sostiene una prossima o remota scomparsa del cartaceo.

Il frutto

Il frutto di Giorgio Vasta

Qualche giorno fa, era sera tardi, ho versato per sbaglio il chinotto sulla tastiera del mio portatile. L’ho spento subito, ho fatto una corsa in cucina e sono tornato con un rotolo di Scottex; ho strappato i quadrati di carta e ho infilato ogni lato nello spazio tra i tasti per drenare più liquido possibile. Quando mi è parso di aver finito sono andato, del tutto rassegnato, a dormire. Il giorno dopo ho provato ad accendere il computer. Si accendeva. La connessione era normale, lo schermo pure, dunque rasserenato ho aperto Word e mi sono messo a lavorare.

Non c'era nemmeno la grafica

Non c'era nemmeno la grafica di Dario Voltolini

La prima volta che sono entrato in internet era l'inizio degli anni Novanta e mi sono iscritto a un newsgroup. Dopo una settimana ero iscritto a una trentina di newsgroup e cominciavo a rispondere alle e-mail e a mandarne, in giro per il mondo. Ricordo una pediatra russa che mi invitava a fare una gara di nuoto nel lago Aral. Non c'era nemmeno la grafica e per scaricare una foto bisognava aspettare un sacco di tempo.

Un sms non è una poesia

Un sms non è una poesia di Carlo Formenti

Sul rapporto fra letteratura e nuovi media si sono versati fiumi di inchiostro: dalle profezie dei padri dell'ipertesto Nelson e Landow sulla “morte dell'autore”, agli annunci di Abruzzese sul tramonto della cultura alfabetica; dalle speculazioni sull'ultima copia del New York Times, al manifesto di un gruppo di blogger tedeschi che invitano gli editori ad arrendersi all'esercito dei citizen journalist
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Oronzo Macondo Quale rapporto c'è tra letteratura, linguaggio e nuovi media? A distanza di oltre 10 anni dall'esplosione del web, le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di scrivere, di raccontare, di farsi leggere? Le speranze di rilancio della letteratura e della scrittura creativa che agli inizi degli anni '80 alcuni intellettuali avevano riposto in internet sono state disattese o si sono concretizzate in nuovi orizzonti? E come ha reagito a tutto questo il mercato? Quali sono le prospettive artistiche ed economiche di questo mondo?
"Oronzo Macondo" vuole porsi e porre queste ed altre domande in un week-end di incontri, dibattiti, workshop, approfondimenti sulla letteratura italiana contemporanea. Una residenza artistica per analizzare le nuove frontiere della cultura, le sue prospettive, i suoi successi, i suoi fallimenti, le illusioni. Scrittori, blogger, sociologi, studiosi e critici saranno ospiti del Salento in una sorta di grande fratello della comunicazione.

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